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martedì 5 luglio 2011

Ergastolo Ostativo: "La pena di morte viva": la verità nascosta

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Abbiamo ricevuto alla nostra e-mail, questo testo che diffondiamo subito.

Un'ennesima "Verità scomoda" tutta italiana, una pena completamente anti-costituzionale..

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Ergastolo Ostativo: "La pena di morte viva": la Verità nascosta.

https://docs.google.com/leaf?id=1RIk-zCJyZF7a_4KUPNry4DlVJqfBoVnxQZZi09KnkTtDeO2489338jBF5UEt&sort=name&layout=list&num=50

È da tanti anni, prima di molti altri, persino degli stessi giudici, avvocati e addetti ai lavori, che ho scoperto che in Italia esiste “La Pena di Morte Viva”.
È da tanti anni che parlo e scrivo che la pena dell’ergastolo ostativo è peggio, più dolorosa è più lunga della pena di morte;
che è una pena di morte al rallentatore;
che ti ammazza, lasciandoti vivo, tutti i giorni sempre un po’ di più;
che in Italia ci sono giovani ergastolani che al momento del loro arresto erano adolescenti, che invecchieranno e moriranno in carcere;
che solo in Italia, in nessun altro Paese in Europa, esiste la pena dell’ergastolo ostativo, una pena che non finirà mai se non collabori con la giustizia o se al tuo posto non ci metti qualche altro;
che la pena dell’ergastolo va contro la legge di Dio e digli uomini, contro l’art. 27 della Costituzione, che dice “Le pene devo tendere alla rieducazione”, e alla Convenzione della Corte europea.


Ora, queste cose non le dico solo più io.
Ora queste cose vengono dette anche dalla Magistratura di Sorveglianza: in Italia esiste una pena che non finisce mai, esiste “La Pena di Morte Viva”: l’ergastolo ostativo (art. 4 bis O.P)


Nella rivista Ristretti Orizzonti anno 12, numero 3 maggio-giugno 2010 pag. 34 Paolo Canevelli, Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Perugia rilascia questa dichiarazione:


(...) Per finire, e qui mi allaccio ai progetti di riforma del Codice penale, non so se i tempi sono maturi, ma anche una riflessione sull'ergastolo forse bisognerà pure farla, perché l'ergastolo, è vero che ha all'interno dell'Ordinamento dei correttivi possibili, con le misure come la liberazione condizionale e altro, ma ci sono moltissimi detenuti oggi in Italia che prendono l'ergastolo, tutti per reati ostativi, e sono praticamente persone condannate a morire in carcere.
Anche su questo, forse, una qualche iniziativa cauta di apertura credo che vada presa, perché non possiamo, in un sistema costituzionale che prevede la rieducazione, che prevede il divieto di trattamenti contrari al senso di umanità, lasciare questa pena perpetua, che per certe categorie di autori di reato è assolutamente certa, nel senso che non ci sono spazi possibili per diverse vie di uscita.
(Roma 28 maggio 2010, intervento al Convegno Carceri 2010: il limite penale ed il senso di umanità).





Carmelo Musumeci - Carcere Spoleto


PERCORSI SBARRATI-" Video sull'ergastolo ostativo, prodotto dagli ergastolani:
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Salve,
mi chiamo Mita.

Sono un'amica di Carmelo Musumeci che è un ergastolano ostativo, in carcere da 20 anni, attualmente è nel carcere di Spoleto.

Divulgo gli scritti di Carmelo che da anni lotta per l'abolizione dell'ergastolo ostativo.

Carmelo è abbastanza "famoso" in internet perchè ormai molti siti e giornali pubblicano i suoi scritti che io e altri diffondiamo (i denuti non possono accedere ad internet, quindi Carmelo spedisce a noi il cartaceo dei propri scritti).

io sono solo una delle tante del gruppo che diffonde gli scritti di Carmelo Musumeci. Dietro a Carmelo c'è un "movimento" di amici molto vasto.

Di seguito a questa vi invio un altra mail con altre informazioni.
cerco una spiegazione tecnica dell'ergastolo ostativo.


Comunque in poche parole:

l'ergastolo ostativo disciplinato dall'art 4 bis prevede (a differenza dell'ergastolo ordinario) che gli ergastolani siano esclusi dai benefici penitenziari (es permessi premio, semilibertà, ecc)


Grazie

Mita


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Altri documenti inviatici da Mita:


Sulla Definizione e spiegazione dell'Ergastolo Ostativo:

https://docs.google.com/leaf?id=1seiv_i4BcY425CJ_4RU1WYLB9_kYjqYuKSc_BPsjG_ObodZlvzh6LzqM39Yh&hl=it
https://docs.google.com/leaf?id=1j0O5Bcx7txJiiz1oL-xf4xc_Vs0IsJxoIPMHitVYBOs-1s5SVq-1ZCY57VC0&hl=it


Sul Caso di Carmelo Musumeci:

https://docs.google.com/leaf?id=1gOHKlBqxRQVavnAFp3ce4xfJIZYBMTOhcUPpWbOD03xnjS94qO22v-eakJsH&hl=it
https://docs.google.com/leaf?id=1l1sEE8OM5IXHEM3yutxecOxAjhWUEwsXnPMJYeBt6bm_JxQKIKXgg5v1oaYD&hl=it
https://docs.google.com/leaf?id=1J_JQma194CrBk7Jy4uTYigEqSBELejPkXnTqyhoQXgIm0rAGaWTGmnl2nFC9&hl=it


Lettera aperta degli ergastolani a Papa Benedetto XVI


https://docs.google.com/leaf?id=1eAIxx1tgPxBclTSbaqn2d3pqmBzOdCo2iyIneouNXex3XvtLTURkUPjjuNAo&hl=it

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Estratti:

"
Pochi sanno che i tipi di ergastolo sono due: quello normale, che manca di umanità, proporzionalità, legalità, eguaglianza ed educatività, ma ti lascia almeno uno spiraglio; poi c’è quello ostativo, che ti condanna a morte facendoti restare vivo, senza nessuna speranza"

"L’ergastolano del passato, pur sottoposto alla tortura dell’incertezza, ha sempre avuto una speranza di non morire in carcere, ora questa probabilità non esiste neppure più.
Dal 1992 nasce l’ergastolo ostativo, ritorna la pena perpetua, o meglio la pena di morte viva."


Cosa si intende per ergastolo ostativo?


"Quando parliamo di ergastolani ostativi non stiamo parlando di pedofili o di gente che ha ammazzato figli e mogli; stiamo parlando di chi è stato condannato per reati di associazione mafiosa. Il carcere ostativo è per gli imputati che hanno preso l’ergastolo per reati di mafia e sono ostativi perché nessuno di loro collabora con la giustizia; chi non collabora non ottiene i benefici penitenziari. Ma è bene precisare che il padre di famiglia che rimane dentro perché ha scelto di non collaborare non lo fa sempre per scelta consapevole o omertà, ma è anche paura di ripercussioni su loro stessi una volta usciti o sulla loro famiglia.

Gli ergastolani in Italia oggi sono circa 1400, la stragrande maggioranza dei quali provenienti dal sud; l’ostatività nasce dall’inasprimento delle pene come risposta dello Stato dopo i reati di mafia, più o meno negli anni 90.

La maggior parte di loro ha già scontato all’incirca 20 anni e l’ergastolo ostativo sta venendo fuori adesso perché, dopo i 20, normalmente uno può chiedere la semi - libertà. A tutti quanti è stata negata poiché in base all’art. 4 bis non vi è traccia nelle loro cartelle di collaborazione con la giustizia. Non è che uno nasce con l’ergastolo ostativo; molte volte non si sa neanche di averlo finché non si scopre che la magistratura ti rifiuta i benefici in quanto non risulti collaboratore."

Qual è la vera contraddizione del'ergastolo ostativo?

"Non si tratta di tirar fuori delinquenti dalla galera a tutti i costi, ma di dare una possibilità a chi ne avrebbe diritto. In carcere, per ottenere i benefici occorrono il diritto ed il merito: per gli ostativi non si arriva al merito, non si arriva a stabilire se hai fatto un percorso tale per cui psicologi, direttore del carcere ecc.. possano presentare una relazione su di te e su quanto tu sia cambiato; non ne hai diritto perché non ha collaborato.

Allora qui il principio educativo non c’è proprio, il famoso art. 27 non serve assolutamente a niente. Che senso ha tenere in galera uno tutta la vita con la prospettiva di non uscire mai; educarlo per cosa, per portarlo alla tomba? Il nostro è uno Stato che per certi versi ha una giustizia assolutamente "lassista" e che per altri, invece, fa pagare in maniera ingiusta e spropositata."

"..allora ecco che viene agevolato il pentito, che poi esce ed ammazza nuovamente, piuttosto di chi sta in galera perché non vuole esporre la propria famiglia a rischi."

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Link diretto a questo post:
http://denunceinrete.blogspot.com/2011/07/ergastolo-ostativo-la-pena-di-morte.html
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Quest' articolo, è stato trasformato anche in knol:
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lunedì 4 luglio 2011

Carabinieri ed Avvocati corrotti ad Albisola (SV)

Carabinieri ed Avvocati corrotti ad Albisola Superiore (SV)



Pubblichiamo tal quale, così come ci è pervenuta, questa lettera; i dati del denunciante, sono al fondo.

La Denuncia, da quanto si disprende dalla stessa, riguarda soprusi ed abusi di potere subiti da un cittadino, protratte da parte di appartenenti all'Arma dei carabinieri di Albisola (SV) in combutta con due Avvocati (truffe, seguite da minacce).

Si tratterebbe di una Causa persa; resta tutt'ora in corso cioè, solo quella fatta ai danni dei due Avvocati citati, al loro Ordine di appartenenza.

Il Denunciante chiede Aiuto.
Chiunque possa proporzionarglielo, è pregato di rispondere a quest'ennesimo Appello.

Denunce In Rete -

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Questo documento è nato per denunciare ai Consigli dell'Ordine degli Avvocati di Savona e di Genova,

https://docs.google.com/document/d/1V7jTzeJhB4-jWPwQyKBo9CgEQvybb56XTZhg5fEVdks/edit?hl=it


come indicato nella mia comunicazione dell'Ottobre 2010 al Consiglio di Savona,
gli avvocati Luciano Chiarenza e Massimiliano Giugurta
,

i quali, "attraverso commissioni ed omissioni, in palese e determinata violazione del Codice di Deontologia dell'Ordine Forense nonché del Codice Penale" in qualità di miei patrocinatori ed abusando della fiducia di cui, come tali, erano destinatari, mi avevano "volontariamente, gravemente danneggiato e peggio."

Stilandolo mi sono reso conto che non potevo non collegare all'infedeltà dei due legali, infedeltà altrettanto apparentemente inspiegabili da parte di un'altra coppia di persone che avevano anch'esse dovuto ricorrere alla violazione del codice penale, dei miei diritti costituzionali, dei miei diritti civili.

Altro particolare in comune è il fatto che vi sia stato un unico beneficiario della "revoca" dei miei diritti sia per l'azione dei due legali, sia per l'azione degli altri.

Non da ora mi sono accorto di tali affinità e finora pensavo, male, che sarei arrivato ad avere ragione dei maramaldi attraverso un'azione metodica ma mi sono accorto di quanto ciò sia superiore alle mie forze.

Sono arrivato perciò alla determinazione di stilare un documento "comune" per tutte le sedi di denuncia, con lettere di accompagnamento diverse.

Di rinunciare senza reclamare, neanche a parlarne: una persona aggredita di notte per strada prova l'impulso di urlare, e non si cura di turbare il sonno di alcuno, tantomeno lo trattiene il pensiero della possibilità che nessuno possa udirlo, anzi più tempo trascorre dalla richiesta d'aiuto senza alcun intervento più l'aggredito urla, e più forte. Così sono io, vittima di violenza giornaliera da ormai sette anni.


I rei:

la beneficiaria è tale Mariateresa Lupano, nata a Torino il 22 dicembre 1951


la prima coppia, in ordine di tempo, è composta da:


-Andrea Giordano, nel 2004 vice brigadiere alla Stazione Carabinieri di Albisola Superiore

-Salvatore Napoli, nel 2004 ed anche in seguito Maresciallo Comandante della stessa Stazione


la seconda coppia, è composta dai nominati:

- Luciano Chiarenza e Massimiliano Giugurta


I fatti,

per quanto possibile, sinteticamente:


la Lupano nel 2001, dico ex post perché allora per me era un'amica, si intrufolò in casa mia e con essa la di lei figlia Roberta Bordino nata a Pinerolo il 16 marzo 1982.

Nell'aprile 2003, essendo entrato in possesso di una rilevante, per me, somma di denaro, istituii con la Lupano una società in accomandita semplice che acquistò la licenza di un bar sito in Albisola Superiore; sia la costituzione che il successivo acquisto furono fatti a mie esclusive spese. Le quote di proprietà della società erano mie per il 90%, della Lupano per il 10%.

Gli utili venivano ripartiti in percentuale opposta, essendo io titolare di pensione di invalidità e non avendo bisogno di altri introiti ma di conservare il capitale.

La Lupano era unica socia accomandataria e titolare del 90% degli utili avendo bisogno di lavorare e di "marchette".


Oltre a lavorare nel bar per oltre dodici ore al giorno, io tenevo la contabilità dei miei pagamenti in favore della Lupano, dei suoi familiari e della società in modo obiettivamente molto preciso, visto che ne avevo l'interesse.

Sono sicuro, ora, visto il successivo andamento delle cose, che la Lupano già dall'autunno 2003 cominciò ad appropriarsi per i suoi personali bisogni dei fondi sociali, da quando cioè la figlia Roberta Bordino ed il di lei boy-friend, avevano perso il lavoro, ma non il bisogno di denaro.

La Bordino non voleva saperne di venire a lavorare nel bar perché, a detta della madre, "non le piaceva il mio carattere". Io purtroppo controllavo, ovviamente, anche la cassa e la Lupano quindi doveva, come ho già denunciato in altra sede, eliminarmi letteralmente dalla scena per impossessarsi, "legittimamente" e senza dover rendere conto, della cassa prima e della società poi, cose che portò entrambe a buon fine.


La Lupano cominciò, a mia insaputa, a stringere una "affettuosa amicizia" con un cliente del bar.

In questa sede devo tagliare corto. Dirò che me ne fece di cotte e di crude, come si suole dire; non sapevo più da chi guardarmi, e purtroppo l'unica persona che ancora non potevo considerare un pericolo era proprio la Lupano.

Fui da lei sottoposto ad ogni sorta di violenza morale e psicologica, col raggiro mi fece stilare dei "documenti" che poi avrebbe esibito in aula


nei due processi civili – al proposito credo fosse già in contatto con un legale – che Chiarenza e Giugurta avrebbero intentato, dico io, "a mio nome ma non nel mio interesse";

fui malmenato a più riprese, in pubblico, da quello che non sapevo fosse l'amante della Lupano, riportandone lesioni.

Sicuramente il motivo furono le continue e gravi diffamazioni e calunnie di cui fui informato solo in seguito e che i suoi legali non si fecero mancare nemmeno in causa.


Fece anche amicizia col vicebrigadiere Andrea Giordano il quale in un'occasione mi denunciò per due reati diversi, seppure uno depenalizzato – 651 c. p. e 688 c. p. – per gli stessi fatti;

credo che abbia commesso un reato ai miei danni ed abbia ottenuto ciò che la Lupano gli chiese chiamandolo ad intervenire nei locali del bar dove ella mi stava derubando, ovvero la mia intimidazione.

Il vicebrigadiere inoltre omise dalla denuncia del reato più grave particolari significativi che avrebbero portato molto probabilmente il giudice a decisioni diverse.

In quell'occasione la Lupano ebbe la faccia talmente tosta da fare intervenire il carabiniere nei locali dell'azienda dove e della quale ella mi stava derubando, ottenendo incredibilmente lo scopo prefissato.

Della difesa incaricai il Chiarenza.


Naturalmente posso qui parlare perché pagai per entrambi i reati. Da quell'episodio uscii molto malconcio, ma ancora non volevo allontanarmi e lasciare tutto in balia della criminale: avevo investito tutti i miei averi in quell'attività.

Ma la Lupano non demorse e, in un suo delirio di onnipotenza, cercò anche di uccidermi

(non posso provare la cosa, ma testimonianze di persone che colsero sue esternazioni, l'evidente mancanza di scrupoli, l'odio dimostrato allora ed in seguito, la convenienza economica e l'avidità dimostrate, testimoniano in tale senso.)

Ovviamente mi dovetti allontanare dal bar, come dissi al Chiarenza, «per istinto di conservazione».


Dopo pochi mesi, nella primavera del 2005, inviai alcune raccomandate, nella mia veste di socio di maggioranza, alla Lupano quale legale rappresentante della società. Non ricevendo risposta mi rivolsi all'avvocato Chiarenza a cui narrai ogni cosa anche se per sommi capi.

Il Chiarenza prima mi convinse che ero io che avevo rischiato di uccidermi e non la Lupano che aveva cercato di farlo;

credo che la giurisprudenza sia orientata diversamente ed anch'io lo ero, però in quel momento non ero "psicologicamente fragile", ero "psicologicamente distrutto".


Gli chiesi di denunciare la Lupano perché non mi rendeva conto della società e non mi corrispondeva gli utili, ma Chiarenza escluse le vie penali e concluse l'incontro, a cui era presente anche l'Avvocato Giugurta, prima di allora a me perfettamente sconosciuto, con un «dimostriamo la mala gestio della signora e lei si riprende il bar».


Successivamente, però, i due mi fecero firmare due mandati; uno alla persona del Chiarenza e l'altro, a quelle del Chiarenza e del Giugurta, mandati che, mi accorsi dopo mesi, nulla avevano a che fare con la "mala gestio".


Erano due cause di richiesta di restituzione dei prestiti che avevo fatto alla Lupano ed alla società, società mia al 90% che, se fosse stata condannata a pagare, avrebbe fallito.


Molto presto mi accorsi della superficialità (oggettiva) innata (a mio parere) dell'Avvocato Giugurta, ma non riuscii a revocargli il mandato; ora, sì che questo è un paese di raccomandati, ma ecco cosa successe:

cercai di liberarmi del Giugurta, appellandomi più volte al Chiarenza, il quale prima prometteva, ogni volta, che avrebbe preso lui in mano il tutto, per poi farmi ritrovare davanti sempre il Giugurta, un altro incubo senza possibilità di risveglio.


Successe almeno tre volte. In seguito, parlando con diverse persone, avrei detto dello stesso Giugurta che non era persona a cui avrei affidato i miei calzini da lavare, per dire come lo valutassi in fatto di capacità organizzativa in generale, eppure

dovetti affidargli i miei interessi perché entrambi i due, il Chiarenza ed il Giugurta, approfittarono delle mie condizioni psicologiche, esattamente come la controparte da cui avrebbero dovuto difendermi.



D'altronde credo di fare un torto al Giugurta ritenendolo unico responsabile del disastro rappresentato dalle cause: le cause stesse erano improponibili, erano cause senza senso, non era stato chiesto il sequestro conservativo neanche della mia parte di beni sociali, di cui la Lupano si era in parte appropriata, e di cui continuò ovviamente ad appropriarsi, «con calma e continuità nel tempo» come ho descritto la cosa in altra denuncia.



Al proposito delle cause messe su dai due legali (a mio nome ma non nel mio interesse, come dico io) nel 2008 l'avvocato Fxxxxxxx mi avrebbe detto che non mi avrebbe assistito nelle due cause perché erano «cause perse» e perché «non voglio fare brutte figure».

Ma anche l'avvocato Mxxxx Pxxxx del Foro di Savona, che assunse l'incarico successivamente, sfogliando gli atti intercalava frasi del tipo «… ma cosa hanno combinato quei due?!» e simili, peraltro senza cavare un ragno dal buco neppure lui che evidentemente non aveva problemi a fare brutte figure, visto che appunto assunse le cause.

Quando, nella primavera del 2007, mi vennero finalmente i primi sospetti che la Lupano volesse continuare a gestire il bar sfruttandolo fino all'osso perché ormai, grazie alla sua gestione, il suo 10% era praticamente uguale a zero, inviai due comunicazioni al Chiarenza ed al Giugurta per spronarli ad evitare il peggio.

Finalmente riuscii ad incontrarli, dopo mesi che cercavo di parlare con loro senza riuscirci. Credevo, per l'ennesima volta, di parlare solo col Chiarenza ma, vedendo nello studio anche il Giugurta dissi testualmente che non mi rappresentava più. Niente: anche allora non riuscii a liberarmene. Mi toccarono citazioni "dotte" in latino (nell'alta tradizione dell'Azzeccagarbugli manzoniano), ma non riuscii a farli impegnare nella difesa del mio portafogli, anzi! L'avvocato Chiarenza fu impareggiabilmente comico, ora che ci penso (allora non avevo voglia di ridere), quando affermò testualmente che «probabilmente, non si sa mai perché nelle teste dei giudici volano anche le mosche … ma probabilmente dovremmo vincere queste cause». Infine, quando presero piede perché ero smarrito di fronte alle loro palesi frottole, continuarono con metodo mafioso chiedendomi altro denaro; ma non pagai: finalmente, ed era ora, cominciavo a sospettare qualcosa.

I due non si fecero mancare nemmeno gli insulti, uso il plurale perché fui insultato con nettezza solo dal Chiarenza, ma in presenza del Giugurta che non si sottrasse alla collaborazione, anzi.


Il Chiarenza si comportò come tanti bulletti da bar che mi è capitato di incontrare, probabilmente aveva qualche problema di affermazione personale o di auto accettazione per prendersela con una persona perbene come me; d'altronde, si fosse trovato davanti una persona con la sua stessa capacità, inclinazione, propensione e facilità di delinquere, sarebbe stato molto accorto non solo alle frasi usate, ma alle prestazioni professionali che, sono sicuro, sarebbero state impeccabili.

Il clima pesante di intimidazione continuò con la minaccia di abbandonare la mia difesa e dicendo, secondo il manuale del perfetto manipolatore, che proprio alla Guardia di Finanza non dovevo rivolgermi (evidentemente tutti hanno degli scheletri nell'armadio) ma, finalmente rotto l'incantesimo, dovetti più volte dire «Io non ho niente da nascondere!».


Per narrare del ruolo avuto dal maresciallo "Napoli", evidentemente anch'egli amico della Lupano, nella vicenda occorre mettere in sequenza temporale alcuni fatti:


- venerdì 20 aprile 2007 ;

la Lupano firmò, a mia insaputa, un contratto di cessione in affitto di azienda (il "mio" bar) a tale Marcello Lombardo; per tale atto, sarebbe stata condannata in primo grado per truffa nel marzo 2010.

- sabato 28 aprile ;

sentendomi ingannato dalla Lupano ed abbandonato dai miei legali ed avendo deciso di presentare denuncia alla Guardia di Finanza, inviai tre SMS alla Lupano in cui la ammonivo (genericamente) a smetterla di mentire; non scendevo in particolari perché ella sapeva perfettamente che mi stava derubando.

La Lupano, conoscendo la mia natura non violenta e rispettosa delle regole, non poteva assolutamente temere un "danno ingiusto" ex art. 612 c. p.
ciononostante l'appena truffatrice Lupano lo stesso giorno 28 si recò alla Stazione dei Carabinieri di Albisola Superiore dove presentò denuncia per minacce come detto.

Il maresciallo Napoli non effettuò alcuna indagine evitando chissà perché di chiedere quale fosse il movente del delitto, la prima domanda che chiunque si farebbe

- lunedì 30 aprile ;

presentai due esposti alla Guardia di Finanza di Savona

- mercoledì 2 maggio ;

sempre a mia insaputa, il contratto-truffa della "mia" azienda venne depositato alla CCIAA di Savona

- giovedì 3 maggio ;

in una delle udienze delle due cause civili, la Lupano mi truffò ancora facendo rinviare l'udienza, dicendo che erano in corso «concrete trattative» tra le parti, d'accordo con i miei legali

- lunedì 14 maggio ;

finalmente riuscii ad incontrare il Chiarenza con gli esiti descritti

- il 26 maggio :

mi fu notificato l'avviso di garanzia

- il 28 maggio ;

il maresciallo Napoli scriveva al Procuratore della Repubblica che «poiché dalle indagini espletate» [come detto nessuna indagine n. d. r.] «è emersa la fondatezza della notizia di reato» ecc., dichiarando falsamente al Magistrato l'esistenza di prove in modo che fosse iniziato contro di me un procedimento penale

lo stesso 28 maggio,

avvertivo della cosa telefonicamente il Chiarenza chiedendogli nuovamente di intervenire perché mi sentivo molestato (avevo appena compilato l'ennesima dichiarazione dei redditi e di nuovo dovevo pagare le tasse per redditi non percepiti ed anche quello mi era molesto); mi rispose «la signora la denuncia per minacce e lei dice che la molesta?»

Alla faccia dell'avvocato! Detto per inciso, cosa che riferii al Chiarenza, allora assumevo farmaci regolarmente prescritti che possono provocare amnesia, quindi non potevo essere certo, allora, che in un momento di esasperazione avessi veramente minacciato telefonicamente la Lupano: il Chiarenza, al proposito, mi disse di smetterla di prendere quelle medicine, non sapendo fare l'avvocato evidentemente voleva darsi alla medicina


Solo nella primavera del 2011 ho saputo che la denuncia era stata archiviata per "l'infondatezza della notizia di reato".


Posso attribuire frasi ai due legali perché ho registrato diversi colloqui con essi. Infatti, c'è anche di peggio.

Li ho denunciati alla Procura della Repubblica per infedele patrocinio, minacce, ingiurie e violenza privata: tutto archiviato, il Chiarenza è un "pezzo grosso",

è, o è stato, Presidente della Camera Penale di Savona.


É possibile che tutto ciò, si sia dovuto al fatto che il consuocero della mia socia è un Carabiniere in pensione; come un ex carabiniere è anche l’avvocato Chiarenza:

tutto sarebbe perciò avvenuto come "favoritismo" fra ex-colleghi (appartenenti cioè, a due caste/lobby: quella dei Carabinieri e quella degli Avvocati, appunto);

non so come spiegarmi, altrimenti, le ripetute violazioni di leggi e doveri da parte sia di appartenenti all’Arma dei Carabinieri, che degli Avvocati.



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i Dati del Denunciante, inviatici tramite e-mail, sono:

Luigi Porchi
nato a: Reggio di Calabria, il 27 novembre 1954
residente in: Via Lanfranco, 6/1
17011 Albisola Superiore (SV)

e-mail: eipazzisietevoi@yahoo.it

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AGGIORNAMENTO 10-07-11

Ricopiamo la risposta del Sgr Fabio Del Toro, dal sito di Denunceitaliane.it, a beneficio di tutti.

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http://www.denunceitaliane.it/forum/abuso-di-potere-/21-denunciare-un-avvocato-vade-mecum.html?limit=6&start=6#240

Salve signor Del Toro. Io ho denunciato due avvocati: Infedele Patrocinio, Minacce, Violenza Privata sulla base di registrazioni ambientali da me effettuate - penso che fossero configurabili anche i reati di Truffa, Millantato Credito, altri ma la storia è lunga. Adesso vorrei ricorrere alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Potrebbe aiutarmi?

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http://www.denunceitaliane.it/forum/abuso-di-potere-/21-denunciare-un-avvocato-vade-mecum.html?limit=6&start=6#242

A dire il vero, ho già praticato per il mio caso la procedura presso la corte europea dei diritti dell'uomo.

Nel mio caso però sono incappato nella bocciatura più classica: si deve sempre aspettare di aver concluso fino in fondo TUTTE ( e dico assolutamente tutte ) le procedure nazionali possibili

Allora, prima di spendere troppe energie sulla cosa si deve dimostrare a quella corte europea che le cose possibili da fare in Italia sono state fatte tutte.

Se quei signori di Strasburgo si dovessero convincere che uno o più livelli di giudizio interni al nostro ordinamento sono rimasti in sospeso, non perseguiti, la procedura europea si estinguerebbe immediatamente.

Per il momento posso solo dire che ho davvero 18.000 impegni e nuove attività da seguire dunque non potrei e non potrò dedicarmi come vorrei a seguire questa sua vicenda.

Posso limitarmi a un qualche consiglio ogni tanto...
per intanto metto a disposizione questo link: dl.dropbox.com/u/29279042/modulistica.pdf

Si tratta della modulistica ( parziale ) che avevo riempito a suo tempo per aprire la procedura che venne aperta ma che poi non ha sfondato.

ci sentiamo presto

Fabio

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Post Relazionato:
Poliziotti e Carabinieri corrotti in tutta Italia
http://denunceinrete.blogspot.com/2011/03/poliziotti-e-carabinieri-corrotti-in.html

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Link diretto a questo post:
http://denunceinrete.blogspot.com/2011/07/carabinieri-ed-avvocati-corrotti-ad.html
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Quest' articolo, è stato trasformato anche in knol:
http://knol.google.com/k/denunce-in-rete/carabinieri-ed-avvocati-corrotti-ad/fuim2rk2bfhv/27#view
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L'autore ha pubblicato anche su:
http://www.denunceitaliane.it/forum/abuso-di-potere-/238-perseguitato-da-carabinieri-ed-avvocati.html#237

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giovedì 26 maggio 2011

Sentenza ingiusta che non tutela la sicurezza dei minori

Sentenza ingiusta che non tutela la sicurezza dei minori a Bologna


Eccovi ora giunta alla nostra Redazione una vergognosa ed ingiusta sentenza inflitta, da una corte di Bologna, a una piccola di 7 anni e alla loro famiglia.

La Denuncia non è anonima; la persona lascia tutti i suoi dati, compreso il suo numero di cellulare.. in un Disperato Appello per ricevere aiuto; se qualcuno ancora può darne, lo faccia.

Denunce In Rete -



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Sono qui a denunciare una sentenza ingiusta che non tutela la sicurezza dei
minori.

Espongo i fatti: circa 9 anni fa mia figlia Jessica (al tempo dei fatti
aveva 7 anni) durante la festa del paese (Festa dell'Amicizia a Castello d'Argile
"BO") avendo mangiato un gelato si è recata insieme alla mamma presso il bar
pubblico che si trovava sul luogo della festa, quindi offre servizio ai
partecipanti, per lavarsi le mani e la bocca. Accompagnata, entra in bagno
mentre la mamma aspettava fuori dalla porta, appoggiandosi al lavabo in ceramica
per aprire il rubinetto e lavarsi, quest'ultimo non essendo stato fissato in
nessun modo al muro si ribalta accidentalmente e rovina per terra rompendosi in
molteplici pezzi, mia figlia cade sopra allo stesso e si procura una ferita
lacero contusa all'indice della mano sinistra, ferita che richiede diversi punti
di sutura con postumi estetici e funzionali tutt'oggi ben
visibili, premetto che la bambina è mancina.

Avendo chiesto ripetutamente ai responsabili di fare denuncia
all'assicurazione, ci è stato risposto che dovevamo ringraziare loro perché
non ci chiedevano i danni del lavabo.

Dopo vani tentativi, ci siamo rivolti a un legale il quale dopo vani
tentativi procede con denuncia legale e conseguente processo che si è terminato
dopo nove anni con il risultato che può visionare nell'allegato.

https://docs.google.com/leaf?id=1Ypf6_9p4b0Y_prt2Kh-VrWG_i-Dqw1WJ5e5OsBnRaMHzZq70dgRZFcfvDztC&hl=it
(il Giudice ha condannato noi, in pratica, invece che loro...)

PS. I dipendenti del bar usati come testimoni, all'epoca erano minorenni e
lavoravano in nero.

Come i nostri testimoni non erano presenti in bagno durante il fatto,
ma hanno potuto costatare l’accaduto dopo l'urlo della bambina.

Il giorno dopo l'accaduto sono state fatte delle foto al muro e si può notare
bene che non è presente nessuna traccia di alcun tipo di fissaggio.

Grazie per l'attenzione prestatami,
vi prego aiutatemi perché sono
disperato.

e avvilito dall'ingiustizia subita, per la non tutela di un minore e perché
non so come fare a trovare i soldi per il risarcimento.


Mi chiamo Sebastiano Grande, ho 46 anni, abito a Malalbergo (BO) in via Borgo Botte 8 e il mio numero di cell. è: 347 53.20.884. La mia email: sebastianogrande@libero.it

Grazie


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martedì 10 maggio 2011

Avvocato ruba la Pensione di un'Ottantenne...

Avvocato ruba Pensione a Nonna...

Le cose più incredibili succedono davvero.. in questo nostro Paese, senza ormai pietà.. ;
come la prossima storia, così crudele...

un Avvocato, decide di rubare la pensione di ben oltre 4000 euro! a una vecchietta ottantenne, facendole firmare un foglio in bianco... Chi ci scrive, è il Nipote.

Potete visionare l'originale lettera mandataci, a questo link:
https://docs.google.com/document/d/16Djnmm02EJ-PJQnM9mb3xBzy8Neyp2KbDdA97zJozQU/edit?hl=it


Avvocato senza scrupoli, ruba la pensione di una povera Ottantenne.. ben oltre 4000 euro! Succede, a Reggio Calabria.


- - -

Sig. XXXXXXXXX Xxxxxxxx
Via Xxxxx x x. XX
Cap XXXXX XXXXXXXX X.xx (Xx)
mail xxxxxxxxxxxxxxxxx@xxxxxxx.xx
Cell. xxx xxxxxxx

Alla C.A. Dott. Rita Dalla Chiesa

forum@mediaset.it.

Redazione Denunce in rete

denunceinrete@gmail.com

Redazione Indignato Speciale

info@indignatospeciale.it

Striscia la notizia

gabibbo@mediaset.it

Dottor Lubrano

redazione@communicagroup.it

Iene Mediaset

redazioneiene@mediaset.it


Gentili Signori, sono Xxxxxxxx uno studente di 20 anni, abito a Bovalino provincia di Reggio Calabria e studio medicina a Messina, ho la fortuna di avere ancora in vita e di dividere il mio tempo libero con una nonna di ottantacinque anni che mi ha incaricato di scrivere la presente per portare a conoscenza un fatto a dir poco strano che ha visto come protagonista proprio lei l’unico aggancio al mio passato, l’unica nonna ancora in vita. Nel mese di maggio del 1993 è morto mio nonno e poco tempo dopo mia nonna ha fatto ricorso all’I N P S per ottenere delle differenze che le spettavano sulla pensione di reversibilità, di tale ricorso si è occupato un patronato che adesso lei non è nemmeno in grado di ricordare quale fosse, ma le cui pratiche legali venivano gestite dall’OMISSIS, con studio a R.C. e che una volta alla settimana riceve a Locri. Il 22 febbraio 2008 l’avvocato ha inviato a mia nonna una comunicazione avente per oggetto: Decreto ingiuntivo per differenze spettanti su pensione reversibilità dal giugno 93 al dicembre 96. Dal contenuto si apprendeva che il Pretore del Lavoro di Locri, aveva riconosciuto un credito pari a euro 4.935,70. Il legale la invitava a prendere contatti per la riscossione del credito. A tale notizia mia nonna trepidante chiedeva a suo figlio di accompagnarla, ma purtroppo le venne fatta la richiesta di firmare un foglio in bianco (cosa che mia nonna fece) senza avere più notizie. Nello stesso anno riceveva un mandato di pagamento di euro 543,83 cifra che non corrispondeva a quella che le era stata precedentemente notificata dal legale. In data 3 luglio 2008 riceveva una comunicazione dallo studio legale OMISSIS che testualmente recita “ preso atto del pagamento parziale effettuato dall’INPS, assicuro che nel corrente mese sarà dichiarato definitivamente esecutivo il decreto ingiuntivo a suo tempo opposto dall’INPS e che, quindi, si potrà procedere al recupero di tutte le differenze riconosciuteVI”. Purtroppo da allora non è pervenuta alcuna comunicazione, ne i vari tentativi telefonici e personali hanno sortito i risultati sperati. Infatti l’Avvocato interpellato dà delle risposte che a dir poco hanno dell’inverosimile, perfino che la somma è bloccata a Messina. Vi lascio immaginare le pressioni della nonna, che vede in me il nipote che rintracci questo pagamento presso una fantomatica sede bancaria di Messina. Mi sono recato anche presso le sedi competenti dell’INPS di Reggio e Locri, nella speranza di CAPIRE cosa sia realmente successo senza riuscire a capire nulla. Ho raccontato questa storia ad altro legale, speranzoso che potesse indicarmi il percorso legale più breve da seguire visto che la nonna si è ammalata di tumore al seno, ma quando ha sentito il nome dello studio legale mi ha detto, ….”di alla nonna di dimenticare i soldi, soprattutto perché ha firmato un foglio in bianco….”

Purtroppo con quei soldi mia nonna voleva finire di aggiustare la tomba al cimitero ed il tempo che le resta è poco non ho saputo far altro che rivolgermi a Voi al fine di poter ricevere un consiglio sulla strada da percorrere. Mi auguro che prima che mia nonna passi a vita migliore (senza imbroglioni di sorta) possa vedere e riscuotere i pochi euro che le spettano.

In attesa di un VS cenno di riscontro, porgo Rispettosi Saluti.

Bovalino (RC) - 28 . 04 . 2011

Xxxxxxxx Xxxxxxxxx


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I Dati dell'autore dell'articolo verranno resi noti ad organi competenti o di giustizia qualora ne facessero richiesta.

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venerdì 6 maggio 2011

Referendum da votare il 12 giugno!

I cittadini, non sapranno che ci sarà un referendum da votare il 12 giugno!!

Messaggio dalla giurista
Mariachiara Alberton
http://tower.eurac.edu/it/sciencecafe/guests/speakers/MariachiaraAlberton.html
http://www.eurac.edu/staff/malberton/pages/default.aspx?AspxAutoDetectCookieSupport=1


Date: 20 aprile 2011 11:23


Ciao a tutti,

confermo la necessità di questo passaparola, aggiungendo che si tratta di informazione per ri-affermare i diritti costituzionalmente garantiti . Il dramma è che sembra la maggior parte della popolazione non sia consapevole di quanto sta avvenendo.

Quello che Vi porto è solo un piccolo esempio. Sono una ricercatrice, mi occupo di diritto ambientale e di risorse idriche. Ieri mattina dovevo intervenire ad un programma RADIO RAI (programmato ormai da due settimane) per parlare del referendum sulla privatizzazione dell'acqua e chiarirne meglio le implicazioni giuridiche.

E
' arrivata una circolare interna RAI alle 8 di ieri mattina che ha vietato con effetti immediati a qualunque programma della RAI di toccare l'argomento fino a giugno (12-13 giugno quando si terrà il referendum), quindi il programma è saltato e il mio intervento pure.

Questo è un piccolo esempio delle modalità con cui "il servizio pubblico" viene messo a tacere e di come si boicotti pesantemente la possibilità dei cittadini di essere informati e di intervenire (secondo gli strumenti garantiti dalla Costituzione) nella gestione della res publica. Di fronte a questa ennesima manifestazione di un potere esecutivo assoluto che calpesta non solo quotidianamente le altre istituzioni, ma anche il popolo italiano di cui invece si fregia di esser voce ed espressione, occorre riappropriarci della nostra voce prima di perderla definitivamente.

Il referendum è evidentemente anche questo!

Mariachiara Alberton

RICORDATEVI CHE DOVETE PUBBLICIZZARLO VOI IL REFERENDUM... perchè il Governo non farà passare gli spot ne' in Rai ne' a Mediaset.
Sapete perché ? Perché nel caso in cui riuscissimo a raggiungere il quorum
lo scenario sarebbe drammatico per i governanti ma stupendo per tutti i
cittadini italiani:
Vi ricordo che il referendum passa se viene raggiunto il quorum. E'
necessario che vadano a votare almeno 25 milioni di persone

Il referendum non sarà pubblicizzato in TV.

I cittadini, non sapranno nemmeno che ci sarà un referendum da votare il
12 giugno. QUINDI : I cittadini, non andranno a votare il referendum.

Vuoi che le cose non vadano a finire cosi ? Copia-incolla e pubblicizza il
referendum a parenti, amici, conoscenti e non conoscenti.
Passaparola!


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https://docs.google.com/viewer?a=v&pid=explorer&chrome=true&srcid=1fhaDAYA6K6bgXXiGbNK3rwITwRFJOBgRQuIqmX4_LK79PLz23v0__8ThUd1T&hl=it

Link diretto
a questo
post:
http://denunceinrete.blogspot.com/2011/05/messaggio-dalla-giurista-mariachiara.html
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http://knol.google.com/k/denunce-in-rete/i-cittadini-non-sapranno-che-ci-sar%C3%A0-un/fuim2rk2bfhv/23#view
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venerdì 29 aprile 2011

Ispettore di Polizia corrotto a Livorno

Abbiamo ricevuto questa segnalazione, relativa a ..

Polizia e giudici corrotti a Livorno.

Caso d'ingiustizia, che va avanti da più di 20 anni...



Ci stupisce parecchio la molta forza morale che deve avere avuto e ancora ha quest'uomo nell'andare avanti e sostenere la sua giusta causa.. Ha anche scritto ai giornali, come vedete dal ritaglio scannerizzato allegato più in basso; un esempio di sano coraggio, che dovremmo seguire tutti.

IL CASO: Si tratterebbe dell'ennesimo Abuso di Potere e di ARROGANZA da parte, questa volta, di un Comandante di Polizia di Livorno che avrebbe estratto una pistola e minacciato, per un nonnnulla, un libero cittadino. (Per fortuna senza danni fisici, ma solo morali)

A coronare il tutto: il caso giudiziale insabbiato, che non andrebbe avanti a causa di Giudici corrotti, ecc ecc.

Come lui stesso scrive qui sotto, si dichiara più che disponibile a rendere pubblici ad organi di giustizia competenti i suoi dati, che qui non vengono pubblicati per ovvi motivi di riservatezza; si dichiara altresì, disposto ad interviste e a far visionare i documenti in suo possesso.


Denunce In Rete

- - -

Salve,

Sono trascorsi anni da quel giorno ma io non dimentico, purtroppo la mia salute precaria mi ha fatto rallentare il percorso da me intrapreso, senza contare tutte le piste dirottate da questo tizio nell'ambito giudiziario.

Lo Stato dice che la legge è uguale per tutti ma nel mio caso sembra di no, comunque io desidero con tutte le mie forze che si fatta giustizia.

Disponibile anche ad un intervista con visione di documentazione varia, e nonostante vi sia stato presente un testimone e firmato la sua disponibilità davanti ad un legale, non è stato neppure chiamato ma vi rendete conto della gravità della situazione dico io!

Vi invio la documentazione neccessaria per il caso in questione, ho altra documentazione ma meglio visionarla personalmente.

Non desidero rimanere anonimo, l'importante è non incorrere in denunce per divulgazione di documenti o altro a mio carico.

Io desidero che queso Ispettore di Polizia paghi per il gesto che ha fatto,

e lo stesso vale per le persone in ambito giudiziario che lo hanno aiutato in questa farsa,

devono vergognarsi giurano per lo Stato Italiano e poi lo infangano così, nascondendo documenti, aiutandosi tra loro per paura di far fare una brutta figura al corpo della Polizia di Stato.

Nel frattempo vi saluto e attendo vostre notizie, grazie

- - -
https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiYSrHxfE96NXVzYNA4lBKZOy-SmW7S-5KQA_whnwMW9K7II1eQwAn5rcM9n2XxU3f4ds15ItFeczlRLOqB0uYMNvjs6FqyPWT2DQzw7ypY4s7wnoyAwhWd2ugJCAMWcqQEeNG7uUP30XE/s1600/Polizia+corrotta+a+Livorno.jpg


I Dati dell'autore dell'articolo verranno resi noti ad organi competenti o di giustizia qualora ne facessero richiesta.


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Post Relazionato:
Poliziotti e Carabinieri corrotti in tutta Italia
http://denunceinrete.blogspot.com/2011/03/poliziotti-e-carabinieri-corrotti-in.html
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martedì 19 aprile 2011

Donna chiede aiuto: subita Forte ingiustizia legale!

Donna chiede aiuto: subita forte ingiustizia legale sanitaria.
- - -

Questo è l'ennesimo abuso di autorità corrotte, che approffittano della propria influenza per non pagare la giustizia come tutti gli altri!!

Si tratta di un Finanziere a cui, pur avendo investito GRAVEMENTE!!! una donna, non è stata fatta pagare nemmeno semplicemente una multa!!

Come sempre, siamo costernati e SENZA PAROLE!! quando riceviamo lettere così!

e, non sappiamo cosa fare ....

Speriamo che qualcuno di voi, possa fare qualcosa di più.

Ecco la sua Storia.


Denuncia:
il suo Avvocato, la sentenza ingiusta del Giudice, e il CTU.


Chiede aiuto per sapere cosa fare.


- - -

Torino 20/04/2011


Con la presente vi chiedo cortesemente un parere o un consiglio su come affrontare un problema relativo ad una vera ingiustizia legale: una condanna civile col pagamento di tutte le spese legali ( circa 20.000 euro) ; tutto questo a causa di un incidente stradale del 26/10/2003 in cui sono stata investita da un finanziere e grazie al quale ho riportato dei danni permanenti e ho perso il lavoro che svolgevo in quel periodo, rimanendo senza alcuna retribuzione fino a giugno 2004 senza poter usufruire di giorni di malattia. Premetto che l’assicurazione mi ha liquidato con euro 6.600 ( comprese di spese legali del mio avvocato) dandomi il 70% di colpa nonostante il medico legale della Toro assicurazioni mi avesse riconosciuto un 7/8 % di danno permanente e il mio medico legale di parte il 10%.

Il mio avvocato pertanto mi comunica che avremmo trattenuto tale importo come acconto e avremmo provveduto a richiedere il giusto risarcimento.

Il medico legale CTU nominato dal giudice esprime una valutazione del danno in misura del 3% e chiedendo vari pareri ad avvocati, medici legali e consiglieri dell’ordine degli avvocati mi è stato riferito che tale punteggio viene riconosciuto ad un semplice colpo di frusta.

Ho una caviglia storta con due viti dentro che è sempre dolorante, anche a distanza di 5 anni.

In questa occasione il mio avvocato mi aveva erroneamente detto che ulteriore documentazione medica l’avrei potuta portare il giorno stesso della visita medica, ma purtroppo non era così; avrebbe dovuto richiedermela e consegnarla entro un certo termine prefissato dal giudice.

Il medico legale anche se ha accettato ugualmente di vedere almeno le lastre non ha considerato nella valutazione i problemi al naso che ho comunicato e documentato conseguenti l’incidente, ma altri documenti medici che avevo con me quel giorno non li ho potuti consegnare; oltretutto a seguito dell’incidente e di tutte queste ingiustizie ho avuto e ho ancora oggi dei problemi di salute non indifferenti.

Secondo alcuni avvocati tale valutazione risulta bassa perchè non ho portato il mio medico legale di parte e non capisco quindi perchè uno deve pagare per farsi riconoscere la giusta percentuale di danno; anche perchè avevo già pagato un mio medico di parte terminata la fisioterapia e anche perchè al CTU ho dovuto pagare 240 euro di visita di tasca mia. Dopo tutte le spese, cioè, dovevo ancora pagare di nuovo il mio medico legale di parte?!

Altra ingiustizia all'inizio di questa storia assurda è che.. sono stata multata dai vigili urbani perché secondo i testimoni non ero sulle strisce pedonali , mentre la persona che mi ha investito non è stata multata nonostante i testimoni avessero dichiarato una velocità sostenuta ( la frenata era lunga 7 metri); ha iniziato a frenare solo dopo che mi ha investito.

Una dei testimoni nel verbale dei vigili testimonia che prima della frenata non aveva notato il pedone e che mi ha visto solo nel momento in cui sono stata investita dall'auto, mentre davanti al giudice, a distanza di quattro anni, dichiara che si ricordava del pedone perchè era strano vedere attraversare un incrocio così grande ed erroneamente diceva che attraversavo da sinistra verso destra (dal fiume po direzione ospedale mauriziano ) ; per tale contraddizione è stato fatto rientrare in aula nuovamente il marito che era in auto con lei per confrontare le testimonianze perchè lui giustamente ha dichiarato che attraversavo da destra verso sx. Tale testimone dichiara che l'investitore era nella parte interna della semicarreggiata, ma ciò non è possibile come risulta dalla stessa dichiarazione dell'investitore e cioè che aveva delle auto davanti che gli precludevano la visuale e superandole a velocità sostenuta mi ha investito.

Il testimone davanti al giudice dichiara che quando sono stata investita mi trovavo sulla propria traiettoria e pertanto l'auto l'ha superato oltrepassando la propria carreggiata.

Oltretutto il testimone dichiara che era appena ripartito e aveva percorso 2/3 metri, pertanto l'auto che mi ha investito non può avermi colpito a 11 metri dalle strisce pedonali.

La ricostruzione dei vigili non è corretta ; secondo loro il punto d'impatto è stato a 11 metri dalle strisce pedonali ma non è stato così perchè l'investitore ha spostato l'auto e i cocci che hanno trovato in prossimità del tombino al centro dell'incrocio, sono stati sicuramente spostati dalle altre auto o si trovano in prossimità del luogo in cui è stata spostata l'auto.

Oltretutto, se avessi attraversato al centro di un incrocio come corso Dante dove ci sono le auto che dal corso girano su via Nizza, sarei stata sicuramente investita da loro. Oltretutto ricordo che quando mi sono alzata ho fatto pochissimi passi per arrivare a sedermi sul gradino della banca unicredit che si trova proprio all'angolo in prossimità delle strisce pedonali e tale distanza non era sicuramente 11 metri.


Pertanto in base a tutti questi elementi è chiaro che è stata fatta una ricostruzione in base alle dichiarazioni non corrette soprattutto da parte dell'investitore.

Soprattutto perchè l’investitore non è stato multato dai vigili urbani?

LA LEGGE NON E' UGUALE PER TUTTI.


Sono stata sbalzata sul cofano, sul parabrezza e sul tettuccio per poi cadere a terra riportando trauma cranico e facciale e una frattura multipla del malleolo interno della caviglia sx con conseguente operazione e inserimento di due viti malleolari che ho ancora oggi.


Addirittura nel verbale dei vigili urbani ha dichiarato di avere dei bolli sulla portiera destra dove io praticamente non potevo aver sbattuto.


Ho sicuramente la mia parte di colpa
visto che ho iniziato ad attraversare con luce gialla ma l'investitore senza dubbio ha avuto una condotta di guida molto pericolosa visto che procedeva a velocità sostenuta e sorpassando ha invaso la carreggiata opposta in prossimità di un incrocio semaforico e trafficato come questo . Mi chiedo sempre e lo ripeterò più volte perchè non è stato multato dai vigili urbani la persona che mi ha investito?



Riporto quanto scritto dal giudice nelle motivazioni della sentenza: la persona che mi ha investito che stava attraversando un incrocio con semaforo appena scattato verde avrebbe dovuto rallentare la velocità per assicurarsi che non ci fossero dei pedoni che dovevano completare l’attraversamento; egli tuttavia non ha fornito prova di aver ridotto la velocità al momento di superare il semaforo; anzi i testimoni avevano riferito una velocità sostenuta dell’auto e che la velocità non fosse contenuta sembra confermato dalla frenata lunga 7 metri.

Io stessa voglio precisare che l’investitore ha oltrepassato la propria corsia di marcia superando le auto ancora ferme al semaforo; si contraddice quando dichiara che era sulla propria corsia dicendo che in quel punto Via Nizza permette il transito di 3 auto, mentre poi afferma che le auto ferme al semaforo gli precludevano la visuale. Infatti un testimone dice che quando l’auto mi ha investito io ero sulla traiettoria di una delle due auto ferme al semaforo.

Pertanto ha oltrepassato la propria corsia di marcia, è passato davanti superando l’auto davanti a lui e mi ha investito e ha iniziato a frenare solo dopo avermi colpito e questo perché andava ad una velocità sostenuta e soprattutto non ha rispettato il codice della strada in vicinanza di un incrocio semaforico.


Come riporta il giudice infatti avendo la visuale preclusa a maggior ragione aveva l’obbligo di ridurre la propria velocità che gli avrebbe consentito di arrestarsi di fronte ad un ostacolo improvviso.

Il giudice riconosce un concorso di colpa al 50%, però vista la percentuale espressa dal Ctu ritiene che io sia già stata risarcita anche troppo dall'assicurazione e pertanto decide di condannarmi al pagamento di tutte le spese legali.


Secondo pareri di vari avvocati se avessi ricevuto un riconoscimento anche di soli 2 punti superiori non avrei dovuto pagare nulla e quindi penso che ingiustizia sia stata fatta anche in questo caso.


Una persona non può pagare ingiustamente per errori di questo tipo e per la non diligenza nello svolgimento del mandato professionale da parte di avvocati che si sono poco interessati alla pratica.


Il mio avvocato non ha avuto neanche la delicatezza di telefonarmi ma mi ha inviato direttamente una raccomandata per informarmi dell’esito della sentenza e allegandomi la parcella da pagare.

Bisogna evitare gli avvocati che ti promettono di ottenere risultati esageratamente positivi senza neanche conoscere nei dettagli la pratica solo per avere l’incarico.

La sentenza è stata depositata dal giudice in data 25/10/2007 e ho già ricevuto tre precetti dall’avvocato della controparte.

QUESTA NON E’ GIUSTIZIA
OLTRE IL DANNO ANCHE LA BEFFA!!!

Ho già presentato un esposto contro il mio avvocato al consiglio dell'ordine ma non ritengono che ci sia alcun elemento di responsabilità deontologica nel comportamento dell'avvocato stesso.

Come cittadina italiana, non sono tutelata dalle leggi italiane!!


Dove li trovo tutti questi soldi

che dovrei richiedere, invece, io, come risarcimento per tutta questa ingiustizia!!


Mi sto veramente rovinando la salute e

spero che qualcuno consideri questa vera ingiustizia e possa aiutarmi.
Grazie.

Ci sarebbero altre cose da raccontare ancora, ma piu' ci ritorno e piu' mi innervosisco.

Avevo già pagato uno studio legale a cui ho tolto il mandato, a inizio causa, perchè mi chiedevano soldi in anticipo per mandare avanti la pratica, e poi ne ho trovato un altro ancora peggio.

Mi sono fidata di avvocati sbagliati sicuramente e poco professionali.

Distinti saluti.

GIORGIAPARINI@YAHOO.IT


Aggiornamento 27/04/2011

non sapete quanto mi sta rovinando questa storia da 7 anni......non posso trovare un altro avvocato per mettersi contro una sentenza che ormai è stata fatta......per poi perderla e dover pagare ancora altro........è possibile che la legge italiana sia questa............non si può fare proprio nulla.....o paghi se hai i soldi....o ti ammazzi e magari poi la storia viene messa a conoscenza.....ma per legge. é tutto legale quello che mi è successo.......anzi domani vado a chiedere la colletta agli avvocati davanti al tribunale......tanto sono dei ladri legalizzati pieni di soldi

la mia mail è GIORGIAPARINI@YAHOO.IT... ..POSSO LASCIARE ANCHE UN MIO TEL 3477463888........comunque domani dovrò già dare 500 euro che mi hanno prestato e poi 100 euro al mese per 5 anni..........l'avvocato ha già tentato il pignoramento fuori orario....io abito da mia sorella.....non ho nulla intestato e i mobili sono suoi.....ma non ha le fatture....oltretutto l'avvocato , non so se voleva spaventarmi.....ma mi ha detto che avrebbe chiesto tramite istanza l'apertura forzata ..........cifra precetto 5.500.....cosa devo fare? altrimenti procede......non c è stato verso...gli ho anche proposto subito 1500....indebitandomi ancora per chiudere questa storia....non ne posso più

Aggiornamento 30/04/2011

Risposta di Fabio del Toro
dal sito di denunceitaliane.it

Leggendo il tuo racconto è evidente che la situazione è abbastanza drammatica.

Dobbiamo però ribadire che in questo forum non si ricelebrano i processi e che il tuo racconto , sebbene sia credibile non può esser preso per oro colato.

Mi pare che le cose siano molto compromesse e temi sono tanti ma mi pare poco credibile che il tuo avvoato ti abbia " garantito " dei risultati visto che nessun avvocato serio può avere certezza sull'esito della causa.

Se come dici ci sono state delle irregolarità devi però saperle provare e dimostrare e in questo caso potresti appellarti al Consiglio dell'Ordine degli avvocati a cui appertiene.

Per quanto riguarda la causa in generale si tratta di capire se la cosa è passata " in giudicato " cioè se le tue sentenze sono definitive.

Se lo fossero la partita è chiusa, se invece non lo sono allora dovresti valutare se vale la pena continuare o meno.

Nel caso che tutto in Italia è finito e se ci sono delle dimostrabili irregolarità, potresti rivolgerti alla Giustizia Europea.

Se sei in possesso di documenti, puoi pensarci se invece non hai in mano nulla allora sei davvero senza speranza....

Facci sapere

Fabio



Aggiornamento 3/05/2011

Risposta di Fabio del Toro
dal sito di denunceitaliane.it


La questione dei clienti che non sono contenti rispetto al lavoro e dunque ai risultati ottenuti dal proprio avvocato, penso che colpisca oltre il 50% delle cause e dunque è un problemone senza soluzione.

Tutti entriamo in una lite legale con enormi aspettative e poi, i processi vanno come vanno, gli avvocati dei grandi potentati piegano la verità reale ad una nuova, spesso assurda quanto falsa VERITA' PROCESSUALE che è quella che viene appunto riscritta durante le fasi del processo.

Gli avvocati poi, come ogni altro libero professionista hanno come regola quella di non prendere incarico da un cliente se prima il cliente non è a posto e non ha saldato il professionista precedente.

Dunque, per fare un'altro esempio, supponiamo che io mi rivolgo ad un geometra, ma avendo avuto prima un'altro geomentra che secondo me non lavorava bene e non mi serviva correttamente e per questo voglio cambiarlo con uno nuovo... il nuovo geometra non inizia a servirmi fino a quando non ho risolto tutto e chiuso le pratiche con quello vecchio.

Questo in effetti serve a interrompere la catena dei morosi.

Vista dal lato dei "professionisti":

Se un cliente continua a cambiare professionista senza pagare mai, loro si ritroveranno sempre a fornire il servizio/prestazioni a turno senza mai riscuotere e dunque il cambio di professionista è ammesso solo quando si è trovata una qualche soluzione con il professionista precedente.

Nel mondo degli avvocati dunque, questo meccanismo è ancora più ferreo ed importante altrimenti si innescherebbe una reazione a catena infinita... basti pensare:

il soggetto A entra in causa con il soggetto B e incarica avvocato Rossi di assisterlo.

Il soggetto A perde malamente la causa ed accusa Rossi di non averlo servito adeguatamente e si rivolge all'avvocato Bianchi per fare appello al soggetto B e anche al precedente avvocato Rossi.... ma l'avvocato Bianchi, che si troverebbe contro sia un collega che un soggetto processuale che ha già vinto.... rischia di lavorare tanto ( due cause in pratica ) e pochissime aspettative di vincere e di riscuotere, magari il soggetto A, dopo che si arrivasse ad una conferma della cattiva sentenza di primo grado ( cosa probabile ) e dopo un insuccesso contro il collega che forse tanti errori non evaveva fatti dal punto di vista prettamente tecnico ma aveva perso per effetto dei meccanismi infernali del mondo giudiziario.... alla fine il soggetto A andrà a cercarsi un nuovo avvocato che denunci di nuovo tutti gli avvocati precedenti e dunque Verdi attacca Bianchi, che attacca Rossi e la catena diventa infinita mentre nessuno paga....

Dunque, il tutto si basa su un principio antichissimo che in latino si dice SOLVE ET REPETE che si potrebbe dire, prima paghi e poi discuti.

Anche questo purtroppo è alla base del pagamento delle tasse che spesso prima si pagano e poi eventualmente le contesti, le annulli e te le fai rimborsare.

Siccome però tutti sappiamo che le ingiustizie troppo spesso rimangon tali, allora non si vorrebbe pagare ben sapendo che non si riavranno i soldi ingiustamente spesi.

Quindi ricapitolando, l'ordine delle cose sarebbe:

1) si celebra il processo in primo grado
2) lo perdi ma hai ragione....
3) paghi il primo avvocato che magari non era in gamba ma quello avevi scelto...
4) prendi un avvocato nuovo, vinci in appello e ti fai ridare anche i soldi che hai speso con il primo avvocato e annulli la sconfitta e rientri nelle spese.

Questo percorso però è fin troppo teorico visto che le cose non vanno quasi mai così.


Fabio


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Potete leggere l'originale lettera, speditaci dalla Signora, a questo link:
http://www.google.com/notebook/public/02715070055054650337/BDRcI3goQ7-LXoPcl

Denunce In Rete.
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